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Archivio 6 Dicembre 2004

gigi riva sul doping

6 Dicembre 2004 6 commenti


ROMA – “Una sola cosa voglio ribadire: se verrà appurato che qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, ma a tutti chiedo rispetto dei giocatori”. Gigi Riva, all’indomani della sua requisitoria televisiva (alla Domenica Sportiva) anti-Zeman sul caso Juve, aggiunge solo questo, oltre ai ringraziamenti a Zola per “il riconoscimento pubblico dopo che mi aveva chiesto un consiglio sulle sue dichiarazioni”. Ma Rombo di Tuono non cambia di una virgola il suo sdegno contro chi “infanga senza portare una prova” sul doping, ovvero Zeman.

“Io non faccio come quei personaggi che stanno nel mondo del calcio e non hanno vinto mai niente e quando perdono 4-0 è sempre colpa degli altri, mai propria – aveva detto Riva, intervistato dalla Domenica sportiva, senza peraltro nominare il tecnico boemo – Ha lanciato messaggi su doping e droghe senza mai portare una prova concreta. Ma ha anticipato tutti, è più furbo di tutti: ha capito che questo argomento lo fa sopravvivere nel mondo del calcio, ma sul campo non ha mai vinto niente. Anche quando era in una grande squadra aveva vinto pochissimo e la colpa era degli arbitri. Forse deve fare un salto a Coverciano e rivedere qualcosa lui…”.

“E’ un personaggio che ha capito come sopravvivere nel mondo del calcio – ha aggiunto – Non ha vinto niente, nemmeno a pari e dispari e la colpa è sempre degli altri. Continua a buttare fango sul calcio, ma gli consiglio di dare una prova, perchè finora non l’ha fatto”. “Continua ad andare avanti così – ha concluso Riva – ma ci dia una prova, che faccia un nome. Qualcosa di concreto non l’ha portato, io invece gli consiglio di portare qualcosa di vero, che si assuma la responsabilità di un nome, allora lo seguiamo. E’ giusto fare la guerra al doping, ma è troppo facile giustificare che io perdo perchè gli altri si dopano”. (06 dic 2004)

doping

6 Dicembre 2004 17 commenti


Di certo c?è una cosa: anche se sarà giudicata colpevole, la Juventus non perderà ne scudetti né trofei internazionali. Per la legge sportiva, il ?caso Juve? è ormai in prescrizione, per l?Uefa non è previsto il doping come ragione per la revoca di titoli o trofei conquistati sul campo.

La Juve, da questo punto di vista, non ha nulla da temere. E, sentendo anche le recenti parole dell?amministratore delegato bianconero, Giraudo, non ha nulla da temere nemmeno per il prosieguo del processo a carico del medico sociale.

La società bianconera, infatti, sarebbe in possesso di una famigerata ?lista nera? che traccia l?utilizzo farmacologico di tutti i club di serie A. E, secondo la stessa Juventus, il club bianconero sarebbe a metà strada tra quelle squadre che hanno abusato di più e quelle squadre che hanno abusato di meno, se così si può dire.

Una lista nera che, qualora spuntasse davvero, potrebbe inguaiare metà Serie A. In realtà, questa lista, per quanto se ne sa, è stata costruita sulle autodenunce dei giocatori di A prima dell?esame antidoping.

Prima di rilasciare la provetta, ciascun giocatore chiamato all?antidoping deve dichiarare se e quali farmaci ha assunto in settimana. Allo stesso modo, il ricettario bianconero era stato ricostruito da Guariniello.

L?accusa sostiene che in questa lista la Juve sia ai vertici della ?classifica? ? specie quando si conteggiano i farmaci più contestati – mentre in Corso Galileo Ferraris si sostiene diversamente.

Fatto sta che per la Juventus, e forse anche per quei club che risulteranno nei quartieri alti della classifica del farmaco presente in questa famigerata ?lista nera?, la recente sentenza ?Gillet? (ex portiere del Bari trovato positivo per nandrolone) rischia di risultare fatale.

Il portiere belga, infatti, ha visto la sua assoluzione annullata dalla Cassazione per uso di nandrolone e abuso di farmaci non dopanti ma affini e usati per scopo non terapeutico. La presenza di questa sentenza potrebbe non lasciare molte speranze ad Agricola.

E non solo: la riapertura del caso Gillet potrebbe riaprire molti processi tra cui quello ad Edgar Davids, Jaap Stam e Fernando Couto. Presto, per loro, il rinvio a giudizio.